domenica 2 aprile 2017

Domenico Condito, L’Evangelario della Conciliazione: ritrovamento e vicende postunitarie del codice greco-bizantino donato da Achille Fazzari a Pio X

Comunicazione a un importante convegno su Cassiodoro
di Domenico Condito

Domenico Condito
Nei giorni 28 e 29 marzo 2017, si è svolto all'auditorium del “San Pio X” di Catanzaro un convegno scientifico su Cassiodoro: tra il periodo tardo-antico e il medioevo, organizzato dall’Istituto Teologico Calabro, con la collaborazione dell’Associazione Centro Culturale Cassiodoro e dell’Istituto di Studi su Cassiodoro e il Medioevo in Calabria
Nell’ambito del convegno, ho tenuto una comunicazione sul tema: L’Evangelario della Conciliazione: ritrovamento e vicende postunitarie del codice greco-bizantino donato da Achille Fazzari a Pio X. Ho potuto così annunciare il ritrovamento, nella Biblioteca Apostolica Vaticana, di un prezioso tetravangelo greco-bizantino, composto in Calabria, che si credeva ormai perduto. Il manoscritto era conosciuto, erroneamente, come "l'evangelario da Achille Fazzari regalato al Monastero di Monte Cassino", mentre, in realtà, era stato donato a Papa Pio X. Ciò aveva fuorviato le indagini degli studiosi che lo avevano cercato in precedenza. Ho individuato il codice nella Vaticana, ricostruendo anche le vicende che fecero seguito al suo primo rinvenimento.
Fu alle prime luci del 1908, nell’Italia postunitaria ancora divisa dalla questione romana, che l'antico evangelario riemerse per la prima volta dall’oblio, conquistando per qualche mese la ribalta della stampa nazionale. A ritrovarlo in Calabria fu l’ex volontario garibaldino Achille Fazzari, già noto in Italia per le imprese patriottiche e l’impegno politico, sostenitore appassionato della conciliazione fra le due rive del Tevere. 
Fazzari era anche il proprietario dell’area su cui persistono ancora oggi i resti della Chiesa di San Martino, il cuore del Monastero di Vivario fondato da Cassiodoro nel VI secolo. 
L’abate Ambrogio Maria Amelli, Priore dell’Abbazia di Montecassino, si precipitò nel “fondo della Calabria” per esaminare il codice, ritenendolo un probabile “avanzo della biblioteca di Cassiodoro”. In realtà, si tratta di un prezioso tetraevangelo, probabilmente dell’XI secolo, scritto in uno stile affine a quello di Reggio. Sulla base degli elementi attualmente disponibili, si può ipotizzare che il manoscritto sia stato composto dai monaci migrati dall’Oriente cristiano, ai quali passarono le due fondazioni monastiche di Cassiodoro, il Vivariense e il Castellense. Ornato con fregi e figure, contiene i quattro vangeli. Pregevoli le raffigurazioni a pagina intera degli evangelisti Marco e Luca con i relativi simboli, il leone e il toro. Ogni evangelista appare seduto davanti a un leggio, nello scriptorium, con in evidenza gli strumenti di lavoro del miniaturista.
Amelli, d’accordo con Fazzari, trattenne con sé il codice per un breve periodo di studio e lo definì "cimelio bizantino cassiodoriano". Entrambi erano impegnati personalmente a negoziare fra il Re e il Papa una riconciliazione fra le due “Rome”, e l’interesse mostrato da Papa Pio X per l’antico evangelario suggerì loro la più temeraria delle iniziative conciliatoriste. L’Abate cassinese, amico personale e collaboratore del Pontefice, si sarebbe adoperato per procurare all’ex camicia rossa un’udienza privata con Pio X. E così il 7 luglio 1908, alle ore 18.00, Achille Fazzari, accompagnato da Amelli e dal figlio Spartaco, varcò la soglia dei Palazzi Apostolici e incontrò Pio X, portandogli in dono l’Evangelario. E in quell’incontro, che suscitò vasto clamore nell’opinione pubblica, trattò col Pontefice la questione della Conciliazione. 
Ho ricostruito questa pagina dimenticata della storia d’Italia, riportando alla luce il codice greco donato da Achille Fazzari a Pio X, di cui ho presentato al convegno una prima e dettagliata descrizione.
Il codice era ritenuto ormai irreperibile da diversi studiosi che, sulla base di informazione imprecise, lo hanno cercato prima a Montecassino e poi alla Bibliothèque Nationale de France. Si tratta di un manoscritto ancora inedito, non essendo stato oggetto di studi specifici, e per il ruolo pacificatore avuto nell’Italia postunitaria l'ho ribattezzato “Evangelario della Conciliazione”.
Durante il dibattito seguito alla mia comunicazione, nella sessione presieduta dalla dott.ssa Chiara Raimondo, presidente dell’Istituto Cassiodoreo, è intervenuto l’archeologo Francesco Cuteri, che ha confermato l’importanza della scoperta, affermando che darà il via ad un nuovo filone di ricerca in Calabria. A breve, la pubblicazione degli atti del convegno sulla rivista “Vivarium” dell’Istituto Teologico Calabro, e la divulgazione integrale della mia ricerca, con i relativi approfondimenti e le immagini del codice, sulla rivista dell’Istituto Cassiodoreo. L’Evangelario della Conciliazione sarà così restituito alla memoria della Calabria e all’attenzione della comunità scientifica.

Ringraziamenti
Ringrazio l’Istituto Teologico Calabro per aver potuto annunciare la mia scoperta nell'ambito dell'importante convegno su Cassiodoro. Un ringraziamento particolare va alla dott.ssa Chiara Raimondo, presidente dell’Istituto Cassiodoreo, e al presidente emerito dello stesso Istitituto, on. Guido Rhodio, per aver incoraggiato e sostenuto il mio progetto di ricerca.


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