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L'ossequio cattolico a Sarah Mullally, nuovo arcivescovo di Canterbury, mostra l’ecumenismo che rinuncia alla verità

Mentre il mondo cattolico applaude la nuova primate anglicana, si dimentica che l’anglicanesimo nega la Presenza Reale e sottomette i suoi vescovi al potere civile. Un dialogo così rischia di smarrire Cristo prima ancora che l’unità. Domenico Condito Sarah Mullally, la nuova arcivescova di Canterbury L’insediamento di Sarah Mullally a nuovo Primate della Chiesa d’Inghilterra e arcivescovo di Canterbury offre l’occasione per tornare su un nodo teologico che da cinque secoli segna la frattura più profonda tra cattolicesimo e Riforma: la Presenza reale di Cristo nell’Eucaristia . Non si tratta di un dettaglio dottrinale, ma del cuore stesso della fede cristiana così come la Chiesa l’ha custodita fin dalle origini. Per la Chiesa cattolica, infatti, le parole di Cristo – «Sarò con voi sino alla fine dei tempi» – trovano compimento nella transustanziazione: il pane e il vino diventano realmente il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità del Signore . Le comunità riformate, invece, hanno ab...

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