Passa ai contenuti principali

Post

In primo piano

Copanello di Stalettì, la memoria dell’acqua e il destino di una terra: dagli anni ’50 dello scrittore Luigi Pompilj all’eredità del Vivarium di Cassiodoro

Un viaggio tra paesaggi perduti, visioni letterarie e antiche  “ architetture dell’acqua ” : dalla Sila Piccola a Tiriolo e Catanzaro, fino al sito del Vivariense, dove l’acqua antica del monte Moscius ritrova il suo significato più profondo.  Domenico Condito Il promontorio roccioso di Copanello di Stalettì (Catanzaro). Quando, nel 1954 , lo scrittore e saggista Luigi Pompilj  (1893-1975) rievocò la sua estate calabrese dell’anno precedente, lo fece con un entusiasmo che oggi appare quasi struggente. In quelle pagine, pubblicate sul settimanale Centro Italia , egli definiva Copanello un “luogo virgiliano” , evocando un paesaggio ancora integro, luminoso, capace di parlare alla memoria classica e al sentimento moderno. Erano gli anni in cui il turismo non aveva ancora assunto i tratti predatori che, tra gli anni ’60 e ’80, avrebbero devastato la costa ionica in nome di un presunto “sviluppo turistico”, cancellando equilibri millenari e infliggendo ferite profonde al pat...

Ultimi post

San Gregorio Taumaturgo: un ponte di luce tra Mosca e Stalettì

Il tradizionalismo cattolico di fronte alla tentazione politica

L'ossequio cattolico a Sarah Mullally, nuovo arcivescovo di Canterbury, mostra l’ecumenismo che rinuncia alla verità

Dall’Annunciazione alla Gloria: custodire il volto soprannaturale di Maria

L’Arte della Fuga al primo posto in Italia: quando la riflessione sulla fede diventa bene comune

Il card. Zuppi contro don Giussani? Due idee di missione a confronto

La salvezza non nasce dall’io: perché la tesi di Vito Mancuso nega il cristianesimo alla radice