Il commiato di Cassiodoro da Teodorico nella tragedia “Boezio” di Silvio Pellico (1831)
La voce ferita della coscienza che sceglie la pace oltre il potere. Domenico Condito Cassiodoro al cospetto di Teodorico: il ministro anziano, stanco delle ingiustizie di corte, chiede licenza di ritirarsi nelle “natie calabre selve”, mentre il Re, sospettoso e ferito nell’orgoglio, tenta invano di trattenerlo. Nel 1831 , Silvio Pellico , reduce dalla durissima esperienza dello Spielberg e già noto per Le mie prigioni , compose la tragedia Boezio , un’opera che intreccia meditazione morale, riflessione politica e tensione spirituale. In questo dramma, dedicato agli ultimi giorni del filosofo e senatore romano, la figura di Cassiodoro assume un ruolo di particolare rilievo: egli non è soltanto il ministro fedele del Re, ma il simbolo dell’uomo di coscienza che, pur avendo servito il potere, avverte il peso dell’ingiustizia e della colpa per la condanna e l’uccisione di Boezio. Il motivo profondo del commiato di Cassiodoro non è un generico desiderio di pace, ma un ver...

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