Calabria: la spaventosa pioggia di cenere nera del 27 marzo 1809
Furono colpite soprattutto Reggio, Scilla, Catanzaro e l’intero litorale ionico, dallo Stretto di Messina fino a Crotone. Su questo scenario si innestano la narrazione storica, le osservazioni naturali e le analisi scientifiche raccolte nelle tre relazioni presentate all’Accademia Pontaniana: quella di Bernardo De Riso, magistrato di Catanzaro; quella dell’abate Gregorio Aracri, filosofo e matematico di Stalettì; e infine quella dell’arcidiacono‑scienziato Luca de Samuele Cagnazzi, che offrì la lettura fisica più avanzata del fenomeno. Domenico Condito Veduta dell’eruzione dell’Etna del 1809: la nube di cenere si innalza sul vulcano mentre le coste siciliane, ancora immerse nella quiete, assistono all’inizio della grande pioggia di cenere che raggiungerà la Calabria. La Calabria sotto la cenere: il 27 marzo 1809 tra storia naturale e scienza borbonica Il 27 marzo 1809 la Calabria si svegliò sotto un cielo che nessuno, in quelle terre, aveva mai visto. Non era un temporale, né una nebbi...


