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Duomo di Milano, A.D. 1666: l’abate Filippo Picinelli e la memoria viva di San Gregorio Taumaturgo

Una predica quaresimale del celebre abate rievoca Basilio, Macrina e il Taumaturgo, rivelando la genealogia spirituale che unisce la tradizione cappadoce alla Calabria bizantina di Stalettì. Il tema è l'educazione cristiana dei giovani. Domenico Condito Veduta della facciata del Duomo di Milano in costruzione con scene carnevalesche, scuola milanese, ca. 1660. Nel mercoledì successivo alla quarta Domenica di Quaresima dell’anno del Signore 1666, il Duomo di Milano accoglie una delle prediche più dense e raffinate del suo tempo. A pronunciarla è l’abate Filippo Picinelli , teologo, erudito e autore di opere che segneranno la cultura devozionale e simbolica del Seicento. Il Mondo simbolico , la sua opera più nota, è un capolavoro dell'emblematica barocca che rappresenta il mondo come un universo di “imprese” e “simboli” da leggere e interpretare attraverso i testi biblici e la teologia, con riferimenti alla letteratura classica e alla mitologia. Nella predica del 166...

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