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Il Monastero di San Gregorio Taumaturgo di Stalettì nel 1758 tra crisi e riforma nella Calabria basiliana del Settecento – Iª parte

Il 20 luglio 1758, Clemente XIII risponde alla supplica dell’abate commendatario Tiberio Ruffo con una bolla che ordina la ripresa della disciplina regolare e del culto divino: l’estremo tentativo di salvare l’antica abbazia dalla rovina. Domenico Condito Anton Raphael Mengs, Ritratto di Clemente XIII (1758), Museo del Settecento Veneziano. Nel XVIII secolo la Calabria Ultra era un territorio in cui la storia religiosa, economica e sociale si intrecciava con una densità sorprendente. I monasteri basiliani, eredi della grande tradizione greco bizantina dell’Italia meridionale, vivevano una stagione di profonda trasformazione. Molti di essi, un tempo centri di cultura, spiritualità e gestione agraria, erano ormai ridotti a strutture semivuote, prive di comunità stabile e spesso amministrate da lontani abati commendatari che ne percepivano i redditi senza risiedervi. In questo scenario, la Santa Sede cercava di salvaguardare ciò che restava della vita monastica orientale, intervenendo co...

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