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Privacy e identità nell’epoca dell’esposizione permanente

Tra psicopatologia sociale, identità e alienazione nell’epoca digitale: un invito a recuperare una disciplina dello sguardo, una sobrietà dell’esposizione e la consapevolezza del valore della nostra intimità. Domenico Condito Jan Vermeer, Donna che legge una lettera davanti alla finestra, 1657 circa. La mia attività professionale di responsabile di una Comunità socio sanitaria per persone con disabilità mi pone quotidianamente a contatto con dati sensibili riguardanti la storia personale, familiare e clinica degli individui affidati alle nostre “cure”. La gestione di tali informazioni, che tocca dimensioni intime e spesso vulnerabili dell’esistenza , richiede non solo competenza tecnica e aderenza alle normative vigenti, ma anche una riflessione più ampia sul significato culturale, antropologico ed etico della “privacy” nella società contemporanea . È proprio dall’esperienza concreta di questo lavoro, dal confronto quotidiano con la fragilità umana e con la complessità dei disposi...

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