Il Salterio d’Oro di Carlo Magno (o di Dagulfo)

Il Salterio, scritto in oro, che illuminò l’Europa carolingia. Fu commissionato da Carlo Magno come dono a Papa Adriano.  Nel manoscritto sono presenti glosse tratte dalla Expositio psalmorum di Cassiodoro e il Simbolo di San Gregorio Taumaturgo, che aveva anticipato la formulazione trinitaria del Sinodo di Nicea. Il mio articolo, già pubblicato in edizione cartacea, ora è disponibile anche online su GLOBUS - Immagini, parole e suggestioni dal mondo.
Domenico Condito

A sinistra: incipit del Salmo 51 con la splendida decorazione dell’iniziale Q del versetto “(Q)uid gloriaris in malitia…” che contiene un elemento ittico nella base. A destra: il Salmo 51.   
© Wien, Österreichische Nationalbibliothek, Cod. 1861, f. 67v e f.68r.

Il Salterio d’Oro di Carlo Magno, o di Dagulfo (Wien, Österreichische Nationalbibliothek, Cod. 1861), completamente scritto in oro, è uno dei capolavori assoluti della miniatura carolingia. Conservato alla Biblioteca Nazionale di Vienna, non è soltanto un monumento di splendore artistico, ma anche una chiave privilegiata per comprendere la visione religiosa, politica e culturale che animò la rinascita carolingia. Un mio articolo sul Salterio è stato pubblicato, in edizione cartacea, nel numero di settembre 2025 della prestigiosa rivista GLOBUS, riconosciuta dal Ministero della Cultura tra le “pubblicazioni periodiche di elevato valore culturale”. Lo stesso articolo ora è disponibile anche online. Il contributo offre una lettura storica e iconografica completa di questo straordinario manoscritto, realizzato tra il 793 e il 795 come dono di Carlo Magno a Papa Adriano I.

Tra i molti elementi che rendono unico il Salterio, particolare rilievo assume la presenza, nei Prolegomeni, del Simbolo di San Gregorio Taumaturgo (ff. 6v–7r), una delle più antiche e venerabili professioni trinitarie dell’Oriente cristiano. La sua inclusione, accanto al Credo niceno e ad altre formule di fede, testimonia la volontà carolingia di radicare la regalità franca nell’ortodossia dottrinale e di presentarsi come garante della “corretta tradizione” in un momento di tensioni con il papato dopo il secondo Concilio di Nicea. Questo dettaglio, spesso trascurato, rivela invece un nodo teologico e politico di grande portata, che il manoscritto illumina con rara chiarezza.

Un elemento di grande rilievo nei Prolegomeni è costituito dalle glosse tratte dalla Expositio psalmorum di Cassiodoro, che accompagnano e illuminano l’origine e l’interpretazione dei Salmi. La scelta di attingere all’opera dell’erudito del VI secolo non risponde soltanto a un’esigenza esegetica, ma riflette la volontà carolingia di radicare la riforma culturale in un dialogo diretto con l’eredità patristica. Cassiodoro, ponte tra mondo romano e cristianesimo monastico, offriva un modello di lettura capace di unire rigore filologico, sensibilità teologica e attenzione alla dimensione morale del testo sacro. La presenza delle sue glosse nel Salterio d’Oro testimonia dunque l’intento di fornire al lettore, e in primo luogo al sovrano, una guida autorevole per comprendere la profondità spirituale dei Salmi, inserendoli nel grande progetto di “corretta tradizione” che caratterizzò l’intera rinascita carolingia. 

L’articolo esplora inoltre la sontuosa decorazione in oro, la struttura testuale, la funzione dei pannelli d’avorio originari e il significato allegorico della figura di David come prefigurazione del Cristo e come modello regale assunto da Carlo Magno. Ne emerge il ritratto di un’opera che non è solo un dono diplomatico, ma un manifesto della nuova alleanza tra il regno franco e la Chiesa romana, preludio alla rinascita dell’idea imperiale e alla costruzione di una civiltà cristiana.

Nei prossimi mesi seguirà un ulteriore studio dedicato proprio al ruolo del Simbolo di San Gregorio Taumaturgo nei manoscritti e nei testi dell’epoca carolingia, per approfondire il significato di questa presenza e la sua diffusione in Occidente.

Potete visualizzare l’edizione online del mio articolo a questo link ➡️: Salterio d’Oro di Carlo Magno (o di Dagulfo).

A sinistra: pagina incipit della sezione dei  Salmi. A destra: incipit del Salmo 1 con la sontuosa iniziale B di “(B)eatus vir”. © Wien, Österreichische Nationalbibliothek, Cod. 1861, f. 24v e f.25r.

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