Evangelario o evangeliario?

Per la mia pubblicazione sull'Evangelario della Conciliazione, nell'incertezza su quale termine scegliere tra i due, ho richiesto una consulenza linguistica all'Accademia della Crusca. La risposta ottenuta ha orientato la mia scelta per la variante più rara.

Domenico Condito

Il GRADIT Grande dizionario italiano dell'uso diretto da Tullio De Mauro (UTET, 2007) registra entrambe le forme, ma "evangelario" è fornita come variante di basso uso, ossia molto rara, rispetto a "evangeliario". La stessa distinzione in base all'uso si trova anche nel Vocabolario Treccani online, nel DOP Dizionario di ortografia e di pronunzia, di B. Migliorini, C.Tagliavini e P. Fiorelli, (ERI- Rai, Roma, 1999, http://www.dizionario.rai.it/. Il Grande dizionario Hoepli (http://dizionari.repubblica.it/italiano.php) e il Devoto-Oli 2014, mettono a lemma "evangeliario" con la variante "evangelario" senza specificare differenza nell'uso. La differenza però esiste ed è riscontrabile da un sondaggio in rete che testimonia un rapporto di 4:1 a favore di "evangeliario". Tuttavia, ho preferito la variante più rara “evangelario” rispetto a quella più in uso trovandone la pronuncia senz’altro più agevole. L'Accademia della Crusca mi ha garantito che non si tratta di errore: "sta a lei valutare l'opportunità di scegliere la variante più rara o quella più in uso", ha concluso la consulente che ha preso in carico la mia richiesta.

L'evangelista San Marco in una splendida miniature del Codex Purpureus Rossanensis, 
VI sec. d.C. – Museo Diocesano, Rossano (Cosenza).

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